martedì 5 ottobre 2010

Palazzo Strozzi

A Palazzo Strozzi ci sono stata diverse volte, sempre in occasione di importanti mostre temporanee d'arte o di architettura, visto che il palazzo oggi è adibito a sede di esposizioni di livello internazionale. La sede è interessante almeno quanto le mostre ospitate all'interno: un magnifico palazzo rinascimentare, forse il più famoso e quello che meglio ha espresso gli ideali artistici dell'epoca.

Il palazzo è stato crostruito durante un lungo arco di tempo e si sono succeduti diversi architetti alla sua progettazione: il risultato è l'esempio armonico e perfetto di palazzo rinascimentale, quello più proporzionato, omogeneo e simmetrico, in un'epoca in cui la simmetria e la regolarità erano qualità molto apprezzate.
Era l'abitazione della famiglia Strozzi, un'importante stirpe di ricchi banchieri fiorentini, che costruì questa dimora magnifica e signorile al triplice scopo di dimostrare la propria ricchezza, utilizzarla come abitazione ma anche per i propri affari.Infatti l'abitazione era riservata ai due piani superiori, mentre al piano terra, intorno alla corte interna, c'erano le botteghe e gli sportelli dei banchieri: la corte infatti era aperta al pubblico e si configurava come una vera e propria piazza urbana, un prolungamento nel privato della città pubblica.

Esteriormente è massiccio e compatto, come la maggior parte dell'architettura fiorentina: una facciata in pietra solida, trattata a bugnato con grossi blocchi abbozzati, con finestre regolari appoggiate ai marcapiani e diversificate per livello: piccole e quadrate al piano terra, bifore inscritte in un arco a tutto sesto ai piani superiori.
Anche all'interno tutto è un tributo alla simmetria e alla regolarità, così come per la pianta; la corte interna è veramente bellissima, è facile immaginarla piena di gente indaffarata negli affari e nella vita quotidiana, e visitando le stanze e ammirando le imponenti scale ci si può rendere conto, anche se gli interni sono stati ovviamente ammodernati, della sobria eleganza del tempo.


Le mostre che ospita Palazzo Strozzi sono sempre di interesse internazionale, vengono esposte opere provenienti dai più importanti musei del mondo a da prestigiose collezioni private. Le mostre più belle che ho visto qui sono state quella sugli impressionisti (quasi dieci anni fa) e una più recente su Santiago Calatrava: le stanze del palazzo ospitavano sia le sculture che gli schizzi e i progetti dell'eclettico architetto-ingegnere scultore, oltre che ad una interessante sezione video multimediale parecchio all'avanguardia.
Anche l'allestimento delle mostre è sempre degno di nota, sobrio ed essenziale ma curatissimo nei minimi dettagli, per non far passare in secondo piano nè le opere esposte nè la massiccia e importante presenza dell'involucro.
I biglietti per accedere alle mostre di solito sono piuttosto cari ma sono proporzionati al prestigio delle esposizioni e ne vale sempre la pena.
Il palazzo si trova in piazza Strozzi ed è praticamente impossibile non trovarlo visto che occupa un intero isolato; è in pieno centro di Firenze e quindi facilmente raggiungibile sia dalla stazione che dagli altri punti d'interesse della città, ed è ben servito dalle linee degli autobus.

domenica 3 ottobre 2010

Museo Storico Topografico Firenze Com'era

Il secondo museo che abbiamo visitato durante le Giornate Europee del Patrimonio era il Museo Topografico Firenze Com'Era, quello che ha scelto la mia amica e che ispirava molto anche a me... per la verità era un po' di tempo che parlavamo di andarci, e abbiamo colto l'occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. E poi il museo conserva la mitica e leggendaria Pianta della Catena, che abbiamo incontrato tante volte nel corso dei nostri studi, non potevamo perdercela.

Il museo è situato proprio accanto al Convento delle Oblate, ospitato in un edificio a cui si accede dal giardino del chiostro.
Questo è stato l'unico museo che ci ha fatto pagare il biglietto in queste giornate speciali, non prevedono neanche uno sconto per gli studenti, allora ci siamo indispettiti e abbiamo barato spudoratamente sull'età così abbiamo fatto il biglietto ridotto. 2 euro invece che 2,70, ma è una questione di principio!
Il museo è alloggiato al piano terra, ed è composto da due sezioni distinte. La prima è quella del museo topografico vero e proprio: più che un museo topografico è una storia documentata della rappresentazione di una città vista attraverso gli occhi degli uomini.

Le carte nel passato erano difficili da tracciare, ovviamente non si potevano avere foto aeree e ci si affidava all'occhio e alle distanze. Insieme alle informazioni geografiche spesso le carte fornivano anche dettagli sulle città, sulle sue attività ed abitanti.
L'esempio più chiaro è la mitologica Pianta della Catena, chiamata così perchè incorniciata dal disegno di una catena, e per la verità non è neanche una pianta... è più una veduta generale di firenze, diciamo in assonometria, realizzata alla fine del 1400, ed è gigantesca, occupa una parete intera.
E' molto bella e dipinta con cura dei dettagli, ma soprattutto è una testimonianza di come fosse Firenze nel rinascimento: una città grande e densamente costruita ed abitata, ma con ancora gli orti situati dentro la cinta, circondata dalle sue mura costellate di porte. Ogni singolo palazzo e chiesa è fedelmente riprodotto e chiaramente riconoscibile: Palazzo Vecchio, Santa Maria Novella, il Duomo... l'Arno scorre nel mezzo ed è ancora un fulcro cittadino di gente ed attività: in primo piano si vede proprio una riva dell'Arno con gente che pesca, fa il bagno, costruisce un nuovo ponte, e anche dei corvi che mangiano un bue morto (!).
Oltre alla Pianta della Catena il museo conserva un altro cimelio storico, le chiavi delle porte della città: quella di Porta San Frediano, di Porta Santo Spirito e di Porta San Gallo, delle chiavi enormi con le loro borse di cuoio, che erano di proprietà di un collezionista privato, una volta defunto il figlio le ha restituite alla città di Firenze.
Proseguendo la visita si possono ammirare altre carte storiche di Firenze, della Toscana e del corso dell'Arno; ma non ci sono solo carte, ci sono anche molti dipinti che rappresentano zone della città in diversi epoche storiche, dal rinascimento fino a metà ottocento, magari in occasione di eventi speciali: in questo modo si riesce a capire come è mutato lo spazio cittadino nei secoli, come alcune cose siano cambiate e altre siano rimaste immutate in tutto questo tempo. Molto interessanti anche i disegni che fece il Poggi per illustrare il suo immenso progetto di rinnovmento urbanistico di Firenze, ma la veduta che mi è piaciuta di più (dopo la Pianta della Catena) è stata quella del supplizio di Savonarola in Piazza della Signoria :-)
Alla fine dell'esposizione è conservato un bellissimo plastico del centro storico di Firenze prima del risanamento della fine dell'800.

Nella seconda parte del museo invece sono conservati alcuni reperti che vennero alla luce negli anni '80 in occasione della ripavimentazione di Piazza della Signoria, che rese finalmente visibili le tracce della Firenze romana. I reperti sono pochini per la verità ma interessanti, quello che forse mi è piaciuto di più è stato il plastico di Firenze all'epoca dei Romani.

A me e alla mia amica questo museo è piaciuto molto, questa benedetta Pianta della Catena andava vista, e anche il resto dell'esposizione è stato molto interessante, non sarà gli Uffizi ma è molto piacevole e per quel poco che costa ne vale certamente la pena. Per la cronaca, al mio ragazzo non è piaciuto (ma lui non capisce il fascino malato della cartografia) ed era anche parecchio infastidito dal custode!

mercoledì 29 settembre 2010

Museo dell'Opificio delle Pietre Dure - Firenze

Qualche mese fa io, il mio ragazzo ed una mia amica abbiamo approfittato delle Giornate Europee del Patrimonio, siamo andati in centro e abbiamo scelto un museo per uno da visitare. Per la verità volevamo partecipare a qualche visita guidata in occasione delle aperture straordinarie, in particolare della Biblioteca Medicea Laurenziana, ma la prenotazione era obbligatoria e non siamo riusciti a spuntarla...
Quindi siamo andati allo sbaraglio, tanto siamo a Firenze, ci sono così tanti musei che è quasi impossibile visitarli tutti.
L'Opificio delle Pietre Dure è il museo che ho scelto io, o meglio abbiamo scelto io e la mia amica, visto che ci eravamo già accordate segretamente per scegliere entrambe un museo che piacesse anche all'altra :-) Ma per fortuna è piaciuto un sacco anche al mio ragazzo.
Il museo è in via degli Alfani, proprio dietro alla Galleria dell'Accademia, dove c'è sempre una fila mostruosa... invece al Museo dell'Opificio non c'era quasi nessuno, perchè è molto meno conosciuto ma altrettanto interessante.
In origine l'Opificio aveva sede agli Uffizi, fu fondato dal granduca Ferdinando come laboratorio di produzione di opere. Successivamente ha traslocato nella sede attuale ed è diventato un importantissimo laboratorio di restauro di opere d'arte.
Il museo annesso raccoglie le opere prodotte dall'opificio nei secoli, ma visto che i capolavori usciti da qui sono finiti nelle case signorili, nelle regge e nei musei di tutto il mondo, o sono stati donati dai grandichi agli amici, qua sono raccolti gli oggetti incompiuti, imperfetti, non consegnati o smontati in parti.
L'edificio che ospita il museo è stato restaurato nel 1995 dal professor Natalini, ed è un ulteriore valore aggiunto di questo museo.



L'esposizione raccoglie oggetti veramente bellissimi realizzati in pietre dure di ogni tipo, con tecniche varie: intarsio, pittura, scultura... Le mani che hanno lavorato e plasmato le pietre erano abilissime, hanno realizzato dei disegni ricchissimi di particolari, di colori e di forme complesse, tagliando al millesimo le lastre di pietra e assemblandole insieme per creare degl intarsi di una perfezione assoluta. Fiori, foglie, animali, nature morte, vengono rppresentati su ogni tipo di oggetto: piani di tavoli, camini, tabacchiere, vasi, arredi sacri. I colori sono quelli delle tantissime varietà di pietre, finemente tagliate e unite, con le loro tonalità e texture che danno un incredibile effetto tridimensionale.

I piani dei tavoli sono sicuramente gli oggetti più numerosi e sono stupendi: generalmente hanno il piano di pietra nera e lucida, su cui sono stati realizzati i disegni ad intarsio o a pittura; alcuni sono realizzati con tecnica mista. Le pietre creano degli effetti spettacolari: una pietra marroncina, striata come una tavola di legno diventa la cass di un violino; una pietra rosata che sfuma in arancio diventa una pesca, un diaspro rosso dalla grana fine diventa un intricato ramo di corallo... sono stati realizzati con una precisione artigianale incredibile, i particolari sono dettagliaissimi, vi assicuro che danno proprio un effetto tridimensionale, ed è sorprendente come la scelta della giusta pietra possa riprodurre con esatezza il colore e la texture di altri materiali.
Oltre ai piani dei tavoli gli oggetti che mi sono piaciuti di più sono stati un maestoso camino russo gigantesco, interamente realizzato in diaspro verde smeraldo e rame, ed uno stipo in legno del '600 spettacolare: uno di quei mobili pieni di cassettini, che nella forma imita in tutto e per tutto un palazzo rinascinamentale, ogni cassettino decorato con una lastra di pietra raffigurante un uccello esotico realizzato ad intaglio. Veramente splendido, starebbe benissimo nella mia camera!


Al piano terra c'è l'esposizione delle opere uscite dai magazzini dell'Opificio, mentre sul soppalco c'è una piccola sezione dedicata all'Opificio vero e proprio: infatti raccoglie numerosi strumenti d'epoca per la lavorazione e il taglio delle pietre dure, oltre che una ricchissima collezione di campioni di pietre utilizzate per le opere: marmi di ogni colore, diaspri variopinti e di varie grane, lapislazzuli azzurrissimi sbrilluccicanti di pagliuzze d'oro, lumachelle (le pietre con le chioccioline dentro, stupende!), quarzi, basalti, graniti...
Alla fine dell'esposizione c'è un grosso vaso lasciato incompiuto, è molto interessante perchè permette di capire come venivano realizzati gli intarsi e gli alloggi scavati nella base per contenere le tessere.

Questo museo è piaciuto tantissimo a tutti e tre, siamo usciti con gli occhi pieni di meraviglia, e col desiderio segreto di possedere lo stipo-palazzo con i pennuti.
Noi siamo entrati gratis grazie alle Giornate Europee del Patrimonio, ma il biglietto costa solo due euro, e ne vale assolutamente la pena, anzi è poco! Comunque non avrei pagato lo stesso perchè il biglietto è gratis per numerosissime categorie, tra cui gli studenti della facoltà di Architettura e dell'Accademia di Belle Arti.

All'interno è proibito scattare fotografie, ma in rete si trovano molte immagini dei capolavori esposti all'Opificio delle Pietre Dure:

martedì 28 settembre 2010

Volterra, AD1398

Ogni anno il borgo medievale di Volterra fa un salto nel passato, precisamente nell'anno 1398: tutto il paese, location perfetta per una rievocazione medievale, si trasforma, abitanti compresi, e sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo!
Volterra, AD 1398 è una festa che si svolge ogni anno durante gli ultimi tre weekend di agosto, io ci sono stata due anni fa e l'anno scorso, ed è assolutamente coinvolgente!

L'ingresso alla manifestazione è a pagamento, se non ricordo male costa sui 15 euro a testa, ma io sono entrata gratis perchè conosco bene uno dei paggi addetti alla biglietteria e all'ingresso (fortunella!). Una volta entrati bisogna cambiare gli euro all'ufficio di cambio, perchè anche la moneta è quella che si usava nel 1398, ovvero il Grosso Volterrano (corrispondente ad un euro). I Grossi vi serviranno per acquistare qualsiasi cosa, per pagare il ristorante e per partecipare ai numerosi spettacoli e gare disseminati per il borgo.


Gli abitanti di Volterra in occasione della festa si trasformano in figuranti medievali, con costumi fedelissimi a quelli in uso all'epoca, e danno vita ad ogni sorta di attività praticata nel medioevo.
Lungo le vie della cittadina si incontrano le botteghe artigiane che ripropongono gli antichi mestieri e le lavorazioni trecentesche: c'è il fabbro, il conciatore, il cordaio, persino il boia! Ed il bello è che presentandosi all'apposito ufficio comunale chiunque può farsi "assumere" come apprendista per uno di questi mestieri, e provare a svolgere questi lavori esattamente come si faceva una volta. Io ovviamente bramavo di fare l'assistente del boia, c'era anche un'ascia enorme e pesante (non sembrava finta!) ed un bel patibolo, davvero irresistibile, ma il mio ragazzo mi ha distolto a forza dal mio nobile intento dicendo che non aveva voglia di starsene da solo a guardare le mie esecuzioni capitali per tutto il giorno...

Passeggiando per le stradine si incontrano i banchi che propongono cibi e prodotti tipici sia della zona che dell'epoca, come miele, salumi, formaggi, che si possono assaggiare e poi comprare. Alcuni sono davvero identici a quelli del medioevo, io per esempio ho assaggiato un formaggio che aveva un sapore diversissimo da quelli attuali, a me è piaciuto un sacco, ma c'è chi l'ha trovato puzzolente all'inverosimile e poco godereccio.
Sono numerosissime le taverne e osterie che servono da bere vino, e si può anche bere mentre si passeggia, basta acquistare la tazza di cotto tipica della festa, e farsela riempire di volta in volta nella taverna di turno.

Per i bimbi ci sono tanti giochi a cui partecipare e spettacoli a cui assistere, come il gioco del porcellino, saltimbanchi, cantastorie, la gara di rotolamento di balle di fieno lungo un percorso tortuoso (io volevo partecipare anche a quella, ma il solito gustafeste me lo ha impedito dicendo che avevo sopraggiunto il limite di età), e stalle aperte per poter vedere e toccare da vicino gli animali da fattoria. A questo punto è doveroso ricordare l'oca dispettosa che mi ha beccato una mano con tutta la cattiveria del mondo...

Ovviamente essendo una rievocazione medievale coi crismi e i controcrismi non mancano i tipici intrattenimenti dell'epoca: spettacoli di sbandieratori (bellissimi! la perfezione e la coordinazione degli sbandieratori è veramente ammirevole!), dimostrazioni di falconeria, musiche e danze trecentesche, simulazioni di duelli, tornei di cavalieri e gare di tiro con la balestra...

I numerosi ristoranti di Volterra sono aperti fino a tardi e propongono menu tipicamente medievali, oltre che ai soliti piatti classiconi toscani che non deludono mai, come la zuppa di farro e/o legumi. I prezzi ovviamente sono un po' più alti del solito e i tempi di attesa sono lunghi, ma che ci vuoi fare? Se non si ha voglia di infilarsi in un ristorante vero e proprio si può sempre mangiare un panino coi salumi o coi formaggi serviti dai banchi che si incontrano lungo la via.

E' davvero una manifestazione bellissima, sicuramente la rievocazione medievale più completa, riuscita, frequentata e celebre di Italia, mi piace un sacco l'atmosfeta che si respira, e poi penso sempre che io nel medioevo ci starei a pennello, sarei una perfetta madonna!

mercoledì 22 settembre 2010

Ristorante Il Latini, Firenze

Sono stata in questo celebre ristorante di Firenze diverse volte, quasi sempre in compagnia del mio babbo, è uno dei suoi ristoranti preferiti, ci portava anche la mia mamma da fidanzati, e quando è di passaggio a Firenze ci diamo sempre appuntamento dal Latini per una cena, sia perchè si mangia benissimo, sia perchè l'ambiente è molto caratteristico e informale.Il Latini è situato in via dei Palchetti, subito dietro a piazza Santa Maria Novella, non è difficile da trovare, e molto probabilmente lo individuerete dalle persone in fila all'esterno: anche se i coperti sono tanti e ogni sera vengono fatti due o più turni, il ristorante è sempre pieno, quindi io prenoto sempre qualche giorno prima.

E comunque anche l'attesa fuori è molto piacevole, si scambiano quattro chiacchiere con le altre persone in fila, e ogni tanto passa il cameriere ed offre un pezzetto di pecorino, una fettina di finocchiona, un gottino di vino, tanto per ingannare l'attesa.
Dentro l'ambiente è molto caratteristico, da tipica trattoria tradizionale toscana: tavolacci di legno, una miriade di quadretti e foto alle pareti, e un trionfo di prosciutti appesi al soffitto a fare bella mostra di sè. Il prosciutto crudo toscano (non me ne vogliano i parmensi, quello toscano salato lo preferisco anche a quello di Parma) è il cavallo di battaglia del Latini, tagliato a mano, un po' spesso e molto saporito, ogni sera vengono fatti fuori almeno due o tre prosciuttoni.
Il ristorante è composto da diverse sale, quelle piu piccole hanno i tavolini normali, mentre la sala principale ha dei tavoloni più lunghi dove può capitare di essere messi accanto a perfetti sconosciuti, anche se in pochi minuti scatta la confidenza.

Il vino viene servito e conteggiato al fiasco, ovvero sul tavolo mettono un bel fiascone di rosso a disposizione di tutti, e ne bevi quanto ne vuoi, se finisce lo rimettono... alla fine paghi solo il vino che hai consumato.
Il servizio è velocissimo, molto cordiale e informale.
Cosa si mangia? Cucina toscana tradizionale e contadina: crostini ai fegatini, pappa al pomodoro, minestra di farro, salumi vari (di qualità eccelsa), filetti, bistecche fiorentine e altre meraviglie.

E' tutto buonissimo, soprattutto la carne, bistecche altissime, morbidissime e sanguinose dentro, io la carne la mangio sempre molto al sangue, ed è facile capire se la carne è di buona qualità quando è semi-cruda (non altrettanto quando è ben cotta) e vi assicuro che questa è ottima. Comunque vi sconsiglio sempre di ordinare la carne ben cotta a Firenze, è come insultare il macellaio e potrebbero anche farvi qualche tiro mancino.
Una volta ho mangiato una bistecca veramente gigantesca, il mio zio ancora è stupefatto dal fatto che sia riuscita a mangiarmi un pezzo di carne più gorsso di me, e mi sono anche ciucciata l'osso!

I clienti sono forse l'unico aspetto che ogni tanto mi fa storcere il naso: il Latini è ormai osannato su tutte le guide del mondo, ed è sempre pieno di turisti di ogni tipo, tantissimi stranieri, onnipresenti giapponesi che fotografano anche i cucchiai... a volte è anche divertente trovarsi accanto un americano che si crede molto chic e che storce il naso quando gli spieghi che quella cosina buona è fegato e milza di pollo, ma alle lunghe fa un po' l'effetto-disneyland...
Una volta ci sono stata durante Pitti Immagine, e il 99% degli avventori erano modelli e modelle sicuramente a dieta che secondo me (e anche secondo il cameriere) hanno proprio sbagliato locale...
Sicuramente a Firenze ci sono altri ristoranti dove si mangia altrettanto bene lo stesso tipo di cucina, ma magari sono un po' meno battuti dal turismo di massa, però forse non hanno la stessa atmosfera cordiale e caciarona, quindi un salto dal Latini se siete di passaggio a Firenze ve lo consiglio sicuramente!

lunedì 20 settembre 2010

MART - Mostra Internazionale dell'Artigianato

Ogni anno quando arriva il ponte tra il 25 aprile e il primo maggo scatta la fatidica domanda: ma te ci vai alla mostra dell'artigianato di Firenze? Di solito la risposta sarà: no, quest'anno basta, mi ha rotto sta mostra, l'ingresso costa troppo e dentro ci sono sempre i soliti stand, tanto non si trova mai nulla di bellino!
Invece poi alla fine ci vanno tutti, pagano l'ingresso e comprano sempre qualcosa di particolare!
Tutti gli anni la stessa storia, le lamentele sopra citate sono anche in parte vere e comprensibili, ma poi ci si va tutti!

La Mostra Internazionale dell'Artigianato si tiene sempre alla Fortezza da Basso, praticamente in centro a Firenze, trovare un parcheggio durante queste fiere così famose è un'impresa titanica, quindi consiglio vivamente di prendere l'autobus, tra l'altro se all'ingresso della mostra fate vedere il biglietto del bus timbrato in giornata vi fanno lo sconto. Di un misero euro, ma è sempre sconto.
Il biglietto intero costa sui 16 euro se non ricordo male, e secondo me sono francamente troppi, tenendo conto poi che si va lì per comprare roba, e quindi spendere altri soldi. Non si può cominciare serenamente lo shopping sapendo di essere già in deficit di sedici euro!

Dentro, nell'enorme spazio della Fortezza da Basso i tantissimi stand provenienti da tutto il mondo sono organizzati e distribuiti nei vari padiglioni: uno per l'arredamento, uno per l'abbigliamento, uno per i bimbi, e quello più grande di tutti per l'artigianato tipico locale, a sua volta suddiviso: ad un piano quello italiano, all'altro piano quello di tutto il resto del mondo. Quello del resto del mondo a sua volta è organizzato per continenti.
Per fortuna all'ingresso danno una mappa con segnate le zone della mostra, altrimenti ci si potrebbe pure perdere e farsi venire una crisi di nervi a forza di cercare quella bancarella che ispirava tanto e che abbiamo visto di sfuggita poco prima...

Qui si trova veramente di tutto: dalle sculture di legno africane ai tessuti indiani, dagli incensi marocchini ai copricapi apache. Non avete idea di quante cose assurde si possano trovare qua, ma secondo me i prezzi sono altini, e certe cose sono talmente kitsch che in casa non mi ce le metterei mai!Anche la parte dedicata all'arredamento mi piace molto, ci sono mobili artigianali sia di stile antico che moderno molto belli e ricercati.

La sezione che mi piace di più è ovviamente quella gastronomica, che si trova nel grande piazzale centrale: qui ho comprato delle vere delizie come le scamorzine calabre ripiene di olive e peperoncino, la burrata, il salame di cinghiale maremmano, le spezie dell'India...
L'anno scorso c'era anche lo stand della Mukki (per la gioia del mio ragazzo che è un vero fan della marca Mukki) che sarebbe una ditta toscana che produce latte e latticini vari, regalavano i brick di latte fresco e facevano un gelato allo yogurt che era la fine del mondo!

La mostra è sempre affollatissima, soprattutto il 25 aprile, il primo maggio e le eventuali domeniche, infatti io ho sempre cercato di andarci in un giorno "morto"... I bambini io eviterei di portarli, a loro dello shopping non frega granchè e ne ho visti tanti che dopo un po' si stufano di camminare, del caldo e della confusione!

venerdì 17 settembre 2010

Musica W, Castellina Marittima (LI)

Musica W è un festival di musica rock che si svolge ogni anno a Castellina Marittima, in provincia di Livorno, e a parte quest'anno che ho disertato l'appuntamento, sono sempre stata presente da almeno cinque o sei anni.
Il paese di Castellina Marittima nonosante il nome non è sulla costa, bensì qualche chilometro più indietro, nell'entroterra a cavallo tra il Pisano e il Livornese, ed è molto carino, appollaiato su una collina, piccolo e abbastanza caratteristico, ma non vanta nessuna attrazione particolare, infatti non ci sono mai andata per altri scopi se non per il festival rock :-)

Il festival Musica W si svolge nel parco pubblico comunale di Castellina, e devo dire che la location è molto bellina e anche funzionale: un ampio spazio verde, ombreggiato da una pineta, leggermente in pendenza, che culmina con un piccolo teatro all'aperto, un palco circondato da qualche giro di sedute, nel più classico stile arena. Tutto intorno verde, macchia, pini, e un sentiero che funge da passeggiata e che percorre il fianco della collina.
La macchina va lasciata nel grande parcheggio allestito appena fuori dal paese, ma Castellina è talmente piccola che non c'è molta strada da fare...

Musica W è uno dei pochissimi festival rimasti ad ingresso gratuito, e già questa è una gran bella cosa. Ogni anno vengono a suonare sia nomi storici della musica italiana (quest'anno Cristiano Godano, Bobo Rondelli...) che band "nuove" di vari generi di settore abbastanza conosciute da richiamare parecchia gente. All'inizio suonavano solo band toscane, poi band italiane, da qualche anno la risonanza del festival è aumentata ed è arrivato anche qualche gruppo estero.
I concerti si tengono di sera, mentre nel pomeriggio si tengono incontri, interviste e dibattiti con i musicisti invitati alla manifestazione.

I concerti sono l'attrazione principale, ma non l'unica: non può mancare il tendone con il ristorante sotto, che propone cucina toscana popolare a prezzi altrettanto popolari: cinghiale, carne grigliata, zuppe... non possono mancare neanche i banhchetti di vario tip, dalla bigiotteria all'artigianato etnico, alle t-shirt. E poi stand della birra, gastronomici, pubblicitari, informativi...
Inoltre tutti gli anni il Musica W rappresenta anche un'occasione per fare un motoraduno locale di Harley Davidson che attira motociclisti trico-maniaci ricoperti di pelle nera (in agosto) da tutta Italia, ed è sempre un piacere vedere marmitte fumanti e serbatoi aerografati ad arte!

Non so se la fanno sempre, ma due anni fa c'era anche una simpatica mostra di arte povera/moderna/contadina lungo la passeggiata su per la collina del parco comunale.
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