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mercoledì 6 aprile 2011

altre foto di Orsanmichele, Firenze

Ecco il resto delle fotografie :-) le altre foto e la descrizione di Orsanmichele le trovate in questo post!

la Madonna delle Grazie di Bernardo Gaddi e il tabernacolo dell'Orcagna

dettaglio di uno dei tabernacoli con i santi protettori delle corporazioni delle Arti


Chiesa di Orsanmichele, Firenze

La chiesa di Orsanmichele in origine era una loggia per il mercato delle granaglie, costruito alla fine del 1200, ma ben presto divenne un luogo di culto grazie ad un’immagine della madonna ritenuta miracolosa e venerata.

Nella seconda metà del 1300 un incendio distrusse loggia e madonna: vennero così sostituite da una nuova loggia e da una nuova Madonna delle Grazie, dipinta da Bernardo Daddi. Le arcate della nuova loggia vennero presto chiuse, il mercato fu allontanato e l’edificio fu trasformato in una chiesa, quella delle Arti, ovvero le potenti corporazioni fiorentine, che fecero apporre i 14 tabernacoli con i loro santi protettori, realizzati dai maggiori scultori fiorentini.
All’interno la madonna di Bernardo Gaddi è sormontata da un prezioso tabernacolo dell’Orcagna nel 1350 circa.

Orsanmichele è un piccolo gioiello di arte gotica incastonato nel tessuto cittadino di Firenze, una delle mie chiese preferite; l’ingresso è gratuito e merita davvero una visita.
All’interno sono disponibili dei pannelli informativi e dei depliant per riconoscere le numerose sculture ed opere d’arte presenti nella chiesa.
Altre foto di Orsanmichele le trovate in questo post :-)


giovedì 24 marzo 2011

loggia del Porcellino, Firenze

La Loggia del Porcellino, o Loggia del Mercato Nuovo, si trova nel cuore di Firenze, a pochi passi dal Ponte Vecchio. La loggia è stata progettata a metà del 1500 da Giovan Battista del Tasso, mentre la fontana con la statua del Porcellino (che in realtà è un cinghiale!) è un’opera seicentesca di Pietro Tacca. Il porcellino visibile nella loggia è una copia, l’originale è conservato a Palazzo Pitti.

In origine la loggia ospitava un mercato di seta e tessuti preziosi, oggi invece vi si trova un mercatino con souvenir, pelletteria e abbigliamento.
Quando passate di qui toccate il naso del porcellino, porta fortuna!

mercoledì 1 settembre 2010

Trattoria da Rocco, Mercato di Sant'Ambrogio, Firenze

Rocco è uno dei posticini che preferisco quando rimango a pranzo fuori, perchè mi permette di mangiare in modo veloce ed economico, ma non è un misero panino da mangiare in piedi, anzi da Rocco si può fare un pasto completo con i piatti semplici della tradizione fiorentina, bere un bicchiere di vino rosso e scambiare qualche chiacchiera con il vicino di tavolo o con lo stesso Rocco, che è simpatico e ciarliero.
Rocco si trova all'interno del mercato di Sant'Ambrogio, in piazza Sant'Amborgio, perciò è aperto soltanto a pranzo e chiude prestino, verso le 14-14.30 tutti fuori perchè deve rispettare gli orari di chiusura del mercato.
Tra l'altro il mercato di sant'Ambrogio è forse il mio preferito di Firenze, meno affollato di San Lorenzo, e con merce anche di maggior qualità (sempre se si parla di carne e ortaggi) quindi un giretto ve lo consiglio proprio.

Rocco non è proprio una trattoria comune, con tavolini, cucina a parte, ecc. diciamo che è più un chiosco ampliato, sembra un vagone del tram, i tavolini sono ai lati, e al centro c'è una stretta corsia libera dove passano i camerieri. La cucina è in fondo al "vagone", separata solo in parte dalla zona dei tavolini, e praticamente è a vista.
Nella corsia centrale c'è anche una specie di carrello (che però non si sposta) che contiene i vassoi pieni di cibo (quello che non è preparato espresso), e quindi si può vedere tranquillamente quello che si sta per ordinare.

L'atmosfera è molto familiare e informale, alle pareti ci sono stampe del passato di Firenze, ricordi e cimeli di un secolo, l'apparecchiatura è un foglio di carta gialla, tovaglioli e bicchieri sono di carta. Come ho detto Rocco attacca bottone con tutti, ride, scherza, canta le canzoni e gli stornelli (a me mi tocca sempre quello sulle donne di porto eheheh) e si arricciola i baffoni con le dita.

Il servizio è velocissimo, in pochi minuti si viene serviti, anche perchè la maggior parte dei piatti sono già pronti, e altrettanto velocemente si mangia e ci si leva di torno, perchè i turni sono serrati, d'altronde non è proprio una trattoria classica, ma direi che è più una trattoria-fast food.
Il vino è il famigerato Dodici di Rocco, bottigliona di rosso da tavola ignorante quanto basta per accompagnare trippa e ribollita, in tavola viene portata la bottiglia (anche già cominciata) e vi servite quanto vi pare, se la finite ve ne portano subito un'altra, tanto viene pagato al litro, ovvero in base a quanto se ne consuma, più onesto di così!

Il menu è semplice e chiaro: tutti i primi costano 3 euro, i secondi 4, i contorni 3 o 2,50 (non mi ricordo bene) e i dolci 2 euro. In questo modo per un pasto completo si va a spendere all'incira sui 15 euro, vino acqua e coperto compresi, davvero poco.

Tutti i piatti sono piatti tradizionali, semplici e poveri della cucina fiorentina: non troverete la bisteccona con l'osso, ma la pappa al pomodoro, la ribollita, minestra di farro, minestra di fagioli, pasta alla carrettiera (la mitica pasta alla carrettiera di Rocco, pesantuccia ma divina!), trippa alla fiorentina, trippa in insalata, spezzatino con le patate, roastbeef, zucchine ripiene di macinato, piselli e pancetta... tutti buonissimi e dal sapore molto casalingo.
I dolci sono semplici e presentati molto bene, ed è possibile anche scegliere un piatto di frutta. Spesso Rocco alla fine il dolcino o la frutta ce lo offre lui :-)Insomma per me è la soluzione perfetta per mangiare cose normali, di tutti i giorni, invece che il solito panino tapino, anche quado sono fuori casa a pranzo e quando ho una certa fretta.

E poi il bello di Rocco è che ti fa sedere accanto a perfetti sconosciuti con cui si attacca subito a chiacchierare, mi è capitato di pranzare con turisti americani e giapponesi, ma anche col capitano della Fiorentina (io da brava ignorante in fatto di calcio non lo sapevo chi era quel bel ragazzo, me l'ha detto Rocco perchè tutti gli facevano le foto col telefonino)!

Come avrete capito io ADORO mangiare da Rocco!Anche se al mio caro Rocco qualche appunto lo devo fare: ultimamente si è sparsa la voce tra i turisti beceri, che cominciano a frequntare Sant'Ambrogio assiduamente (spero che non sia destinato a trasformarsi in un nuovo San Lorenzo...) e Rocco ha ridotto un po' la quantità delle portate nei piatti, prima erano gigantesche, adesso sono normali...E poi Rocco si è tagliato i baffoni alla Vittorio Emanuele!!! A me piaceva tanto quando se li arricciolava col dito! Adesso ha sempre dei bei baffoni folti, ma non ha più quel ricciolo retrò che mi piaceva tanto :-D mannaggia!

(ho pubblicato questo testo anche su Trivago)

un giro al Mercato di San Lorenzo, Firenze

Ogni turista che si rispetti in visita a Firenze fa sempre un salto al mercato di San Lorenzo, famoso per le bancarelle che vendono di tutto, vestiti, accessori, souvenir di Firenze, ma soprattutto sono specializzate in articoli di pelle: abbigliamento, borse, cinture, guanti, ecc.
Di solito molti si limitano a fare il giro delle bancarelle esterne senza addentrarsi all'interno del mercato vero e proprio, ma io invece vi consiglio di fare soprattutto questo!


Il mercato di San Lorenzo si trova in pieno centro, vicinissimo al duomo e alla stazione, è praticamente impossibile non trovarlo.
L'edificio, realizzato tra il 1870 e il 1874 è uno dei primi in Italia ad essere realizzato con tecniche molto moderne e all'avanguardia (per l'epoca...), utilizzando ferro, vetro e ghisa, ed è stato progettato dal Mengoni, artefice anche dell'altro mercato di Firenze (sant'Ambrogio, più piccolo ma anche lui molto carino e meno caotico) e dell galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

La base è monumentale, in solida pietra, come ben si addice al contesto fiorentino, su cui si aprono grandi archi a tutto sesto, mente la parte superiore è leggera e trasparente grazie al vetro e ad una struttura metallica decorata. Le vetrate rendono l'interno del mercato coperto molto luminoso.


All'esterno il mercato è circondato da loggiati di arcate classiche che si aviluppano lungo le strade adiacenti all'edificio, ed è in queste strade che si trovano tutte le bancarelle esterne.La passeggiata tra le bancarelle è di solito abbastanza stressante, la strada è sempre iperaffollata di turisti, per percorrere 300 metri scarsi ci si può mettere anche un quarto d'ora... le bancarelle vendono di tutto, soprattutto accessori di pelle da poco prezzo, ma anche t-shirt, souvenir di Firenze (alcuni così kitsch da far spavento), abbigliamento... l'abbigliamento presente è del genere che trovate in un qualsiasi mercato rionale, non c'è niente di particolarmente unico o insolito.In una stradina laterale che costeggia il mercato ci sono alcune bancarelle che vendono abbigliamento vintage e usato (direi più usato che vintage) e articoli di artigianato.


Ma quello che mi piace di più di San Lorenzo sono i banchi del mercato vero e proprio, quelli situati all'interno.Ci sono dei banchi di macelleria da far venire l'acquolina in bocca e da desiderare di mangiare la carne cruda! Per non parlare dei banchi del formaggio...Alcuni banchi vendono barattoli di conserve buonissime, tipo peperoni sott'olio, pomodori secchi, ecc. e altri vendono legumi e cereali sfusi dentro ai sacchettoni di iuta e sono bellissimi da vedere...Mi piacciono i profumi di San Lorenzo, l'odore del sangue fresco della carne (lo so che è macabro ma a me piace), quello della trippa bollita, il profumo del pecorino stagionato e quello delle spezie del droghiere...


Vi consiglio di visitare il mercato di mattina presto, perchè il pomeriggio la parte interna dove ci sono gli alimentari è chiusa, e prima ci andate e meno folla troverete all'esterno.Ah, per un pranzetto fast-food, veloce ed economico è imperdibile un salto al banco del Nerbone per un panino col lampredotto, altro che McDonalds!!!ps. il mercato di San Lorenzo è aperto tutti i giorni tranne i festivi, le domeniche e i lunedì.



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