venerdì 5 novembre 2010

Le luci di Effetto Venezia, Livorno

Queste foto le ho scattate durante Effetto Venezia 2008… mostrano le luci della città che scintillano ovunque, e l’atmosfera calda e familiare di festa.

Devo dire che non rappresentano tutto quello che è Effetto Venezia e quello che significa per me… sono solo le sue bellissime luci, ma mancano le voci, la musica, i profumi e gli odori di cucina, ed il fascino intramontabile del quartiere Venezia, vera anima pulsante di Livorno da 500 anni, che rappresenta al meglio lo spirito ed il carattere della città e dei Livornesi.

Le prime le ho scattate dalla cima della Torre di Matilde, all’interno della Fortezza Vecchia, le altre invece sono state fatte per gli scali lungo i fossi e per le stradine intorno alla chiesa dei Domenicani.

Puoi leggere il mio racconto di Effetto Venezia in questo post.

mercoledì 3 novembre 2010

Giardino Stibbert, Firenze

Qualche giorno fa sono stata con una mia amica a fare una passeggiata al parco di Villa Stibbert. Io non ci ero mai stata ma mi ha sempre incuriosito volevamo visitare anche il museo Stibbert ma si può fare solo la visita guidata, e l'ultima era appena partita quando siamo arrivate noi.
Comunque anche il giardino merita sicuramente una visita attenta, è bellissimo ed è un perfetto esempio di giardino all'inglese, l'ultima moda in fatto di giardini nell'800.
Stibbert era un ricco finanziere di origini inglesi, collezionista e appassionato di antiquariato e archeologia, ed il suo parco rispecchia alla perfezione sia le sue passioni che l'ultima moda dell'epoca (circa metà ‘800) in fatto di giardini.

Il parco è grande circa 4 ettari e si sviluppa in pendenza, adagiato sul fianco di una collina con una bella vista su Firenze. Si trova in via Stibbert, dalle parti di via Bolognese, una stradina stretta e in salita con pochi parcheggi, un po' disagevole.


La nostra passeggiata è cominciata dall'ingresso superiore (ce n'è anche uno in basso), quello vicino all'entrata del museo, e la prima cosa che ci siamo trovate davanti è stato il tempietto neoclassico, davvero carino con la cupola rivestita da scaglie di maiolica colorata. Abbiamo proseguito svoltando a sinistra, dove si incontra la limonaia: un bell'edificio in stile neoclassico con grandi vetrate con intelaiatura in metallo, un bell'esempio di architettura ‘800esca che usa materiali e tecniche innovative unite ad uno stile tradizionale. Fuori dalla limonaia cerano dei grandi limoni in vaso veramente belli...


Abbiamo continuato a camminare scendendo lungo i sentierini del parco: questi sentieri sono tutti in pendenza, salgono, scendono, diventano gradinate di pietra... sono molto suggestivi ma poco adatti a disabili e persone che camminano male.
I sentieri sono ornati da statue neoclassiche e ombreggiati da piante enormi e di diverse specie (ci sono anche i cartellini esplicativi ma in questo momento li stanno sostituendo, si vede che erano sciupati...) composte in modo da imitare l'effetto della natura selvaggia: palme altissime, edere che si arrampicano ovunque, rocce che spuntano agli angoli dei percorsi...

Quindi si incontra un piccolo laghetto roccioso, e poi un lago più grande popolato da migliaia di tartarughe d'acqua e pesci rossi grossi come triglie; in questo lago si può ammirare uno degli elementi più curiosi del parco, su un'isoletta spunta dalla vegetazione un tempietto neo-egizio con tutti i crismi: statue di faraoni, sfingi e obelisco.
Pare che questo tempietto sia stato progettato dal Poggi, l'architetto di piazzale Micheangelo e del riassetto urbano di Firenze.
Sul retro del corpo centrale di villa Stibbert (in stile neorinascimentale) è stata costruita una terrazza con un piccolo parterre in stile giardino all'italiana, con tanto di balaustrina e statue, che ben si armonizza con le citazioni rinascimentali dell'edificio.


Come tutti i giardini all'inglese, questo parco gioca con il visitatore puntando sull''aspetto emozionale e sull'effetto sorpresa: dislivelli, scenari diversi che si alternano, laghetti, installazioni revivalistiche neoclassiche, egizie o rinascimentali, che imitano la storia, l'archeologia ed evocano il senso di scoperta, come voleva la moda del tempo.
Sono passati circa 150 anni, ma questi giardini continuano a suscitare queste emozioni nel visitatore, per me è stata una visita veramente interessante e piacevole, oltre al gusto di una passeggiata nel verde e nel silenzio ho fatto un piccolo ripasso di storia dei giardini.
Penso che per gustarsi tutti gli aspetti di parco Stibbert sia molto utile per un profano una piccola guida all'interpetazione, come spero che possa essere questo mio post :-)

domenica 24 ottobre 2010

Escursione al Passo di Dante - San Giuliano Terme

Per il 25 Aprile siamo andati a fare un'escursione di trekking e la meta scelta è stato il Passo di Dante, amena località nei paraggi di San Giuliano Terme (provincia di Pisa) che si chiama così perchè fu citato proprio da Dante nel XXXIII canto dell'inferno, dove lo descrive come il "monte per cui i Pisan veder Lucca non ponno".
Infatti il Monte San Giuliano in questo preciso punto divide la piana Pisana da quella di Lucca, ed impedisce la vista reciproca alle due città.
I versi di Dante testimoniano anche il secolare astio verso i pisani, malvoluti un po' dappertutto ;-P


il monumento con la lapide che ricorda i versi di Dante

Tornando alla nostra gita, si tratta di una bella camminata attraverso i Monti Pisani, lungo sentieri CAI ben segnalati che girano intorno alle alture e che offrono vedute diverse ad ogni svolta.
Stando proprio sul passo di Dante si gode di una vista spettacolare: alla nostra destra la città di Lucca, di cui si distinguono bene le mura antiche, e alla sinistra si apre la piana Pisana, si vede tutta Pisa dall'alto e si distinguono anche la Torre Pendente ed il Duomo dell'Assunta. Non era una giornata particolarmente limpida, ma la vista riusciva a spaziare da Viareggio fino a Livorno e alle Colline Livornesi... Oltre la pianura scintilla il mare, e si distinguono bene anche le isole dell'Arcipelago Toscano.

da qui si vede Pisa!

E' un percorso piuttosto facile anche se abbastanza faticoso a causa delle salite. Comunque ve lo consiglio, il dolce paesaggio dei Monti Pisani merita lo sforzo, e la vista di cui si gode dal Passo di Dante è la giusta ricompensa alla fatica fatta per raggiungerlo!


di qua invece si vede Lucca!
Francy fa la giocoliera
il sole tramonta oltre la capoccia di Dante

giovedì 21 ottobre 2010

Residence la Tana dell'Istrice, Cutigliano (Abetone)

Sono stata in questo residence per festeggiare il capodanno a cavallo tra il 2006 e il 2007 insieme ai soliti amici sulle montagne dell'Appennino Pistoiese, a Cutigliano, un antico paesino carinissimo molto vicino all'Abetone, ma per fortuna un po' meno invaso dal turismo di massa, visto che all'Abetone il 50% delle persone sono livornesi, e il restante 50% sono fiorentini, avrei rivisto le stesse facce che vedo tutti i giorni!
Il residence è stato scelto dal mio amico Dario, e noi ci siamo fidati (a ragione) della sua scelta, il posto si è rivelato molto bello e confortevole, e il prezzo equo, considerando che eravamo nel periodo "caldo" del capodanno in una località di montagna: un appartamento per quattro persone affittato per una settimana ci è costato complessivamente 600 euro, quindi 150 a testa.

Il residence la Tana dell'Istrice è un complesso di appartamenti in classico stile montano, con uso abbondante di legno, terrazzi con vista sui monti. Ci sono appartamenti di diverse tipologie e dimensioni, noi abbiamo preso quello da 4 persone che era situato al primo piano dell'edificio.
L'appartamento era carino e molto funzionale, non grandissimo, ma ben organizzato, con un salottino con divano-letto e angolo cottura, una camera matrimoniale e un bagno con doccia. In salotto c'è un caminetto, e appena fuori dal portone una legnaia a nostra dispoziosizione per accendere il fuoco ogni volta che volevamo.
La cucina è dotata di stoviglie per 4 persone, fornelli e acquaio, piccolo frigorifero e fornetto a microonde.
Oltre al caminetto che scalda fino ad un certo punto, c'è il riscaldamento autonomo e regolabile (sennò si moriva di freddo!) che ci ha tenuti al calduccio, ma a differenza della legna che è compresa nel prezzo il riscaldamento si paga alla fine del soggiorno in base al consumo.
Dal salotto e dalla camera si accede ad un ampio terrazzo con vista sulle montagne dove si possono mettere le sdraio e fare colazione fuori, mentre sul retro ogni appartamento è dotato del suo bel barbeque di muratura.
Abbiamo trovato l'appartamento pulitissimo, e dotato di scopa e mocio per mantenerlo tale. Alla fine del soggiorno non è obbligatorio riconsegnarlo tutto pulito, ma la cucina sì, altrimenti si paga un supplemento, e allo scopo è stata lasciata in dotazione solo una spugnetta. Per fortuna che mi ero portata da casa lo Svelto (donna previdente!).

L'edificio è una classica baita di montagna suddivisa in tanti piccoli appartamenti, ma ci sono anche un paio di chalet indipendenti che credo si possano affittare interi. Il tutto è immerso in un bellissimo bosco di castagni sul fianco di una montagna.Il residence è gestito da un famiglia di Prato, gentilissima e molto disponibile, che va contattata direttamente per la prenotazione e per concordare l'arrivo.
A parte gli appartamenti non c'è altro, tipo aree comuni, non c'è ristorante (ma è convenzionato con il ristorante di un agriturismo vicino) o reception, i propietari alloggiano in uno chalet a pochi metri di distanza e vanno chiamati per telefono se c'è bisogno di qualcosa.
A disposizione degli ospiti, ma solo d'estate, vengono fornite anche le mountain bike per le escursioni in bici.


I dintorni del residence sono davvero molto belli, ma è anche abbastanza isolato. Per arrivare al paese di Cutigliano c'è da fare un pezzetto di strada, e per arrivare alle piste dell'Abetone bisogna per forza prendere la macchina.. .e non confiderei troppo nei mezzi pubblici, non ne ho visto passare neanche uno!
La strada per arrivare alla Tana dell'Istrice è ripida, tortuosa e piena di tornanti, se è inverno sarà molto probabilmente ricoperta di ghiaccio e neve diventando pericolosa, io già mi immaginavo i soccorritori che mi ritrovano a fondovalle a Pistoia e capivano con orrore che ero venuta giù dal monte a retromarcia... ma per fortuna non è successo!
Vita notturna zero, per i festeggiare il capodanno siamo andati in Piazza all'Abetone che è l'unico luogo leggermente mondano. Ma in compenso la tranquillità di Cutigliano è impareggiabile!
Beh siamo stati molto bene in questo residence, abbiamo passato un bel capodanno tra amici, e siamo riusciti a spendere molto poco grazie al fatto di poter evitare le altre spese cucinandoci da soli (con la spesa fatta a casa dalla mamma!), anche se le coccole e i vizi di un hotel sono un'altra cosa rispetto all'arrangiarsi!
Ah, come al solito il tempo non ci ha minimamente aiutati, non è venuto giù neanche un fiocchetto di neve ma in compenso ha piovuto tutti i giorni, quindi non abbiamo nemmeno potuto sciare!


Per informazioni:
Residence la Tana dell'Istrice
Strada Provinciale Popiglio Fontana Vaccaia
51020 Cutigliano
Telefono:+390(347)3203408 begin_of_the_skype_highlighting +390(347)3203408 end_of_the_skype_highlighting

lunedì 18 ottobre 2010

Firenze, la casa di Babbo Natale alla Stazione Leopolda

Una domenica pomeriggio poco prima di Natale sono stata alla stazione Leopolda di Firenze insieme al mio ragazzo, mia cugina, suo marito e la pargoletta di due anni e mezzo, per vedere la casa di Babbo Natale.
Devo dire che non mi aspettavo così tante cose all'interno della Leopolda, e soprattutto non mi aspettavo così tanta gente! Dopo mezz'ora i due uomini erano già stufi di scansare passeggini e fare lo slalom tra le mamme, ma abbiamo tenuto duro!


All'ingressso della stazione c'era un cannone che sparava neve, appena l'ha visto la mia nipotina è impazzita e ci è voluta andare sotto. L'eroica zia (ovvero io) si è offerta volontaria per portarla a giocare nella neve e farle qualche foto, tanto è neve vera, diceva l'ignara cugina, non è polistirolo tritato, non ti rimane nei capelli... dopo qualche minuto l'amara realtà: non era neve, bensì schiuma, orrida schiuma che mi ha sporcato capelli, cappottino, scarpe e pantaloni...
Dopo aver passato 10 minuti buoni a ripulire me e la pargola, ci siamo avviati alla biglietteria: 7 euro l'ingresso per adulti, 6 il ridotto, gratis per bambini sotto i 3 anni. L'ho trovato abbastanza caro sinceramente, considerando che dentro tanto si spendono altri soldi.
Mentre il babbo faceva la fila per i biglietti io e la bimba abbiamo fatto delle foto con un enorme orso bianco finto (bellissimo) e con la statua di Babbo Natale; poi siamo entrati, e nella stanza all'ingresso abbiamo parcheggiato il passeggino nello spazio apposito, e questa è stata un'ottima idea perchè gia dentro non ci si girava dalla folla, se ci mettiamo pure passeggini e carrozzine diventava un caos.

All'interno, tra musiche natalize (c'era perfino "viva viva l'olio d'oliva" con arrangiamento christmas-time!), profumi di cannella e pino e luci colorate, una distesa di bancarelle del più classico dei mercatini natalizi: vendevano di tutto, dalle decorazioni per l'albero e per la casa ai piccoli oggetti di artigianato, ai presepi. C'erano delle cose veramente belle, come dei centrotavola fatti con stecche di cannella e corteccia d'albero, o delle ceramiche artigianali a tema natalizio... io e mia cugina volevamo comprare alla bimba la coroncina di Santa Lucia, ma costava veramente troppo... come tutto del resto! I prezzi erano davvero alti, ma considerando che erano tutti prodotti artigianali abbastanza compresibili.

Nella parte destra della Leopolda avevano allestito lo spazio dedicato alla gastronomia: non molto grande per la verità, ma molto ben fornito: c'era lo stand della cioccolata, quello dei prodotti altoatesini (dove ho mangiato un panino al prosciutto affumicato squisito e mi sono comprata lo speck!). Peccato che i tavolini e le panche fossero davvero poche per sistemare tutte le persone affamate, abbiamo dovuto aspettare che si liberasse un posto e poi stringerci accanto ad altre persone sconosciute, ma è stato piacevole alla fine, abbiamo fatto conoscenza con una famiglia con due bambine davvero simpatiche :-)


Quindi abbiamo cercato di avvicinarci al fondo della stazione, dove c'erano le cose più interessanti per i bimbi, ed è stata un'impresa, tra lo slalom tra le persone e mia nipote che doveva toccare tutti gli animalini morbidi di peluche e stoffa che incontrava. Alla fine, con il babbo e lo zio che sbuffavano come treni a vapore, ce l'abbiamo fatta: davanti a noi c'erano altri 2 orsi giganti, tutti illuminati a festa, e la slitta con le renne (di peluche ma a dimensioni reali) di Babbo Natale. Mia nipote, che era un po' rimbecillita dal pisolino pomeridiano, si è risvegliata di botto!
In un altro angolo c'era l'ufficio postale di Babbo Natale: dei piccoli tavolini con fogli e pennarelli permettevano ai bimbi di scrivere la letterina a Babbo Natale (mia nipote, ancora analfabeta, ha disegnato per lui un grillo e una cimice, è appassionata di insettti), poi si consegnava la letterina ad uno dei folletti che le metteva su un carrettino e le trasportava non si sa dove.
In un altro angolo c'era la coda più lunga di tutte: quella per incontrare Babbo Natale in persona... mia cugina con la bimba s'è fatta diligentemente tutta la fila mentre noi ci sbafavamo il panino al prosciutto, quindi siamo riusciti a far incontrare la pargoletta con Babbo Natale... è letteralmente impazzita, l'avevo sulle spalle e ha cominciato a tirarmi i capelli, a schiaffeggiarmi e a urlare "ciao Babbo Natale ciao, sono Emma, sono stata buonissima!", era troppo bello vedere la sua gioia negli occhi, quindi ho sopportato pure le sue manine torturatrici, sono proprio Santa Clau :-)


Durante l'incontro con Santa Claus (quello vero, non la santa zia) un fotografo professionista scattava foto, che poi aggiustava in pochi secondi al computer e vendeva alla modifca cifra di 5 euro. Noi le foto ce le siamo fatti da soli :-) C'era anche un presepe molto grande dove potevi mettere il tuo pargoletto al posto di gesu bambino per le foto ricordo, ma mia nipote non ha voluto sapere, credo che fosse turbata dal bue e dall'asinello... però ha voluto la foto dietro alla sagoma da sbirro! :-D


Alla fine siamo usciti da questo tour de force natalizio, tutti piuttosto stanchi e innervositi dalla ressa, veramente pressante, ma contenti di vedere le scintille negli occhi della bambina...Sicuramente è un posto ideale dove portare i bambini sotto Natale, ma consiglio di andare durante la settimana e di evitare i festivi e le domeniche.
I prezzi sono piuttosto alti, però le cose esposte nel mercatino erano proprio belle, anche se ho comprato solo lo speck e un cerchietto con le corna da renna per il mio cane (era da bambini ma la dimensione della testa era quella della mia canina!) ho comunque scippato alcune idee molto carine per le decorazioni e gli addobbi di Natale

mercoledì 13 ottobre 2010

Chiesa e Farmacia di Santa Maria Novella, Firenze

Santa Maria Novella è una delle chiese più celebri di Firenze, e probabilmente anche la mia preferita. E' stata costruita dai frati Domenicani nella seconda metà del 1200 in stile gotico, ed è diventata subito uno dei principali modelli di rfierimento per il gotico italiano.
La chiesa è stata progettata da alcuni frat-tecnici dell'ordine, mentre la facciata invece è rinascimentale ed è opera del Leon Battista Alberti.

La chiesa esternamente si presenta con l'aspetto tipico dell'architettura medievale fiorentina: massiccia, sobria in pietra forte, una pietra semplice, non ricercata. Sembrerebbe una chiesa molto "riservata", rivolta all'interno, se non fosse per le tre enormi finestre vetrate dell'abside, veramente bellissime oltre che molto innovative per l'epoca vista l'altezza delle aperture.
L'interno è un vero capolavoro di archittetura gotica: intendo il gotico italiano, se vi aspettate cose alla Notre Dame rimarrete delusi, perchè quella è in gotico francese che è molto diverso. Il gotico italiano è nato prima ed ha stabilito i canoni e le regole dello stile; in francia poi lo stile è stato reinterpretato ed ha dato origine alle cattedrali tutte pinnacoli e archi svettanti.
Il gotico di Santa Maria Novella è sobrio, severo ed essenziale, i suoi ornamenti non sono le sculture elaborate e le volte azzardate, ma si orna delle qualità più semplici: la geometria rigorosa, i contrasti tra i colori dei materiali, l'abilità costruttiva.

La struttura è a croce commissa, a tre navate; gli archi sono a sesto acuto, anche se l'ogiva non è molto aguzza, e la copertura è a volte a crociera. Gli archi che separano le navate ed i costoloni delle volte sono decorati semplicemente intervallando conci verdi e bianchi e creando un effetto molto particolare.
Le campate man mano che si avvicinano all'abside riducono la propria amipezza, accentuanto l'effetto prospettico e dando l'illusione che la navata sia ancora più lunga del reale. Questo testimonia l'estrema abilità di chi l'ha creata: c' stato un attento studio della prospettiva, in un epoca in cui non era ancora conosciuta.
Sopra l'altare è stato recentemente ricollocato il celebre crocifisso ligneo del Brunelleschi, finalmente restaurato (anche se spesso se ne va a giro per il mondo per mostre temporanee, recentemente è stato in Giappone!).
L'ambiente interno è stupendo nella sua semplice perfezione data dalla geometria, ed è luminosissimo grazie alle tre grandi finestre dell'abside.

La facciata dell'Alberti rappresenta la sintesi di tutti gli ideali di bellezza e di proporzione del rinascimento: una facciata "disengata", modulare, geometrica e organizzata da precise regole e proporzioni geometriche, legate alla sezione aurea e perfettamente inscrivibile in quadrati (uno grande e diversi piccoli). I due riccioli laterali al secondo livello sono orpelli appiccicati lì in epoca barocca, immaginatevi la facciata senza i riccioli e provate a trovare proporzioni più perfette!

Santa Maria Novella non è soltanto una chiesa, è un vero e proprio complesso monastico con un cimitero, un orto botanico, il refettorio e diversi chiostri. Anche questi ambienti sono stupendi e decorati con affreschi spettacolari e meritano una visita.

I monaci di Santa Maria Novella coltivarono per secoli le erbe officinali nel loro orto (giardino dei semplici) ed il complesso monastico era dotato anche di una farmacia (o meglio erboristeria) dove vendeva i suoi prodotti. Oggi la Farmacia di Santa Maria Novella è ancora aperta, è la più antica farmacia d'Europa, attiva ininterrottamente da 500 anni. La farmacia merita assolutamente una visita: è bellissima, sembra una cappella, con antichi scaffali in legno e vasi di ceramiche raffinate e antiche. I prezzi sono alti ma i prodotti ch vende sono di qualità altissima. Qui è possibile anche comprare il celebre Alchermes dei Frati di Santa Maria Novella, io ci venivo ogni tanto a comprarlo con mia zia quando ero piccola (così poi la mia nonna ci faceva la zuppa inglese!) ed ero letteralmente rapita dalla Farmacia...

Santa Maria Novella è una tappa imperdibile di ogni visita a Firenze, ma vi consiglio di fare un salto anche all'erboristeria (l'accesso è da via della Scala), anche se non comprate nulla rimarrete a bocca aperta!

lunedì 11 ottobre 2010

Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli - Pontedera

Questa settimana sono stata al museo Piaggio di Pontedera... non c'ero mai stata ma ne avevo sentito parlare tanto, anche dal mio ragazzo che ha lavorato per un periodo nella fabbrica Piaggio lì accanto e che lo aveva visitato diverse volte; l'occasione giusta è capitata l'altra sera, il museo è rimasto aperto per la presentazione serale di una mostra temporanea allestita nella sala-auditorium e così ho approfittato per visitare anche l'esposizione permanente.

Cosa c'è al museo Piaggio? le testimonianze di quasi cento anni di storia italiana, l'Italia della Gilera, dell'Ape ma soprattutto della Vespa. Tante Vespe, di ogni tipo e di ogni epoca, bellissime!Il museo è ospitato in un enorme capannone che una volta era l'attrezzeria della fabbrica, e lo spazio interno è concepito come un grande open space dall'architettura semplice e moderna; lo spazio principale è tutto dedicato alla Vespa e alle sue evoluzioni, mentre un piccolo soppalco custodisce una carrellata di modelli Gilera, tra cui il primo del 1909 (quello che pare un bici a motore!).
Appena si entra nell'atrio del museo sulla destra si vede il bellissimo archivio storico Piaggio, una galleria rivestita in legno chiaro, con migliaia di raccoglitori e qualche tavolino per la consultazione; peccato che l'ingresso sia riservato agli addetti, una guardia giurata protegge il prezioso contenuto e non ho potuto togliermi la curiosità di aprire uno di quei raccoglitori per vedere cosa c'è dentro.

una luuuunga Vespa!

Il museo raccoglie alcuni modelli storici, quelli che hanno cambiato la storia del trasporto in Italia e in Europa, e anche alcuni modelli speciali e rarissimi, spesso pezzi unici, costruiti per occasioni particolari o legati a personalità celebri.
Appena entrati nella sala espositiva ci accoglie una delle Vespe più particolari, una Vepsa col lanciarazzi prodotta dall'esercito francese intorno al 1956, corredata anche dalle sue munizioni.
La Vespa Tap del 1956, con lanciarazzi per l'esercito

Proseguendo si incontra la Vespa Monthlery e la Vespa Siluro, modelli unici costruiti negli anni '50 per battere diversi record mondiali: la Vespa Siluro è fighissima, sembra un incrocio tra un veicolo di James Bond ed un'illustrazione di fantscienza degli anni '50, e nel 1951 arrivò all'incredibile velocità di 171 km/h.


La Vespa Siluro del 1951

Poi c'è una Vespa assurda, anfibia e con le pale da elicottero, che è stata costruita per il film Agente Segreto Smart, sembra uscita da un cartone animato!
C'è anche una Vespa Mucca, con manto pezzato e tagli di carne in vista, e accanto la Vespa gigante, fedelissima all'originale (eccetto per il motore in legno), solo molto più grande!

La Vespa del film Agente Speciale Smart
La Vespa Gigante e la Vespa Mucca

Tutte le Vespe conservate sono "aperte" e si possono toccare (anche se è proibito salirci sopra o aprire gli sportelli delle Api), ma ce n'è un'unica racchiusa in una teca di vetro: è la Vespa di due studenti spagnoli che nel '62 intrapesero un viaggio da Madrid ad Atene; durante il loro viaggio incontrarono anche il Papa, ma soprattutto incontrarono Salvador Dalì che con un colpo di pennello autografò la carrozzeria della Vespa rendendola unica e storica.

La Vespa autografata da Salvador Dalì
Al Centro dell'open space sono messi in cerchio i modelli storici della Vespa, quelli più celebri e comuni, come la Primavera, la Vespa Sidecar e il mitico 50 Special.
Dietro a loro c'è la testimonianza di come la Vespa si sia evoluta anche in direzione tre e quattro ruote: l'Ape, che è nata come Vespa a tre ruote (infatti all'estero era commercializzata come Vespa commercial) e che ha avuto un ruolo importantissimo nella ripresa dell'economia italiana nel dopoguerra, infatti il suo slogan era "Ape, il veicolo che ti aiuta a guadagnare". La più curiosa è sicuramente l'Ape dei pompieri, rossa fiammante e dotata di estintori, sirena e barella, ma c'è anche l'Ape Calessino e l'Ape Cassone. E poi c'è la più curiosa di tutte, la Vespa 400 ovvero l'unica Vespa a 4 ruote!Alla fine ci sono anche i modelli nuovi, quelli prodotti negli ultimi anni, che però secondo me non hanno più niente del fascino della Vespa originale.
L'Ape dei Pompieri

Il percorso all'interno del museo è libero, le Vespe sono esposte in maniera semplice e apparentemente disordinata, alcune sono riposte in una specie di scaffale gigante, e tutte sono accompagnate da un cartello con una didascalia esplicativa in italiano e inglese. Dietro ed intorno ci sono pannelli informativi che raccontano la storia di questa grande e mitica fabbrica, soffermandosi sui personaggi che l'hanno resa gloriosa, come gli Agnelli, ed illustrano la società italiana nel tempo attraverso pubblicità d'epoca.



Il museo Piaggio ci è piaciuto tantissimo, è un pezzetto di storia italiana, un capitolo che amo particolarmente, e vale sicuramente la pena di farci un salto, anche se non siete vespisti rimarrete affascinati!E poi l'ingresso è gratuito ;-)
Il museo è aperto dal mercoledì al sabato, dalle 10 alle 18, e raggiungerlo è semplicissimo, è situato in Viale Piaggio, accanto alla fabbrica, e visto che Pontedera è una cittadina nata intorno alla Piaggio non è difficile trovarla visto che è il fulcro della città!
Per informazioni:
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