mercoledì 29 settembre 2010

Museo dell'Opificio delle Pietre Dure - Firenze

Qualche mese fa io, il mio ragazzo ed una mia amica abbiamo approfittato delle Giornate Europee del Patrimonio, siamo andati in centro e abbiamo scelto un museo per uno da visitare. Per la verità volevamo partecipare a qualche visita guidata in occasione delle aperture straordinarie, in particolare della Biblioteca Medicea Laurenziana, ma la prenotazione era obbligatoria e non siamo riusciti a spuntarla...
Quindi siamo andati allo sbaraglio, tanto siamo a Firenze, ci sono così tanti musei che è quasi impossibile visitarli tutti.
L'Opificio delle Pietre Dure è il museo che ho scelto io, o meglio abbiamo scelto io e la mia amica, visto che ci eravamo già accordate segretamente per scegliere entrambe un museo che piacesse anche all'altra :-) Ma per fortuna è piaciuto un sacco anche al mio ragazzo.
Il museo è in via degli Alfani, proprio dietro alla Galleria dell'Accademia, dove c'è sempre una fila mostruosa... invece al Museo dell'Opificio non c'era quasi nessuno, perchè è molto meno conosciuto ma altrettanto interessante.
In origine l'Opificio aveva sede agli Uffizi, fu fondato dal granduca Ferdinando come laboratorio di produzione di opere. Successivamente ha traslocato nella sede attuale ed è diventato un importantissimo laboratorio di restauro di opere d'arte.
Il museo annesso raccoglie le opere prodotte dall'opificio nei secoli, ma visto che i capolavori usciti da qui sono finiti nelle case signorili, nelle regge e nei musei di tutto il mondo, o sono stati donati dai grandichi agli amici, qua sono raccolti gli oggetti incompiuti, imperfetti, non consegnati o smontati in parti.
L'edificio che ospita il museo è stato restaurato nel 1995 dal professor Natalini, ed è un ulteriore valore aggiunto di questo museo.



L'esposizione raccoglie oggetti veramente bellissimi realizzati in pietre dure di ogni tipo, con tecniche varie: intarsio, pittura, scultura... Le mani che hanno lavorato e plasmato le pietre erano abilissime, hanno realizzato dei disegni ricchissimi di particolari, di colori e di forme complesse, tagliando al millesimo le lastre di pietra e assemblandole insieme per creare degl intarsi di una perfezione assoluta. Fiori, foglie, animali, nature morte, vengono rppresentati su ogni tipo di oggetto: piani di tavoli, camini, tabacchiere, vasi, arredi sacri. I colori sono quelli delle tantissime varietà di pietre, finemente tagliate e unite, con le loro tonalità e texture che danno un incredibile effetto tridimensionale.

I piani dei tavoli sono sicuramente gli oggetti più numerosi e sono stupendi: generalmente hanno il piano di pietra nera e lucida, su cui sono stati realizzati i disegni ad intarsio o a pittura; alcuni sono realizzati con tecnica mista. Le pietre creano degli effetti spettacolari: una pietra marroncina, striata come una tavola di legno diventa la cass di un violino; una pietra rosata che sfuma in arancio diventa una pesca, un diaspro rosso dalla grana fine diventa un intricato ramo di corallo... sono stati realizzati con una precisione artigianale incredibile, i particolari sono dettagliaissimi, vi assicuro che danno proprio un effetto tridimensionale, ed è sorprendente come la scelta della giusta pietra possa riprodurre con esatezza il colore e la texture di altri materiali.
Oltre ai piani dei tavoli gli oggetti che mi sono piaciuti di più sono stati un maestoso camino russo gigantesco, interamente realizzato in diaspro verde smeraldo e rame, ed uno stipo in legno del '600 spettacolare: uno di quei mobili pieni di cassettini, che nella forma imita in tutto e per tutto un palazzo rinascinamentale, ogni cassettino decorato con una lastra di pietra raffigurante un uccello esotico realizzato ad intaglio. Veramente splendido, starebbe benissimo nella mia camera!


Al piano terra c'è l'esposizione delle opere uscite dai magazzini dell'Opificio, mentre sul soppalco c'è una piccola sezione dedicata all'Opificio vero e proprio: infatti raccoglie numerosi strumenti d'epoca per la lavorazione e il taglio delle pietre dure, oltre che una ricchissima collezione di campioni di pietre utilizzate per le opere: marmi di ogni colore, diaspri variopinti e di varie grane, lapislazzuli azzurrissimi sbrilluccicanti di pagliuzze d'oro, lumachelle (le pietre con le chioccioline dentro, stupende!), quarzi, basalti, graniti...
Alla fine dell'esposizione c'è un grosso vaso lasciato incompiuto, è molto interessante perchè permette di capire come venivano realizzati gli intarsi e gli alloggi scavati nella base per contenere le tessere.

Questo museo è piaciuto tantissimo a tutti e tre, siamo usciti con gli occhi pieni di meraviglia, e col desiderio segreto di possedere lo stipo-palazzo con i pennuti.
Noi siamo entrati gratis grazie alle Giornate Europee del Patrimonio, ma il biglietto costa solo due euro, e ne vale assolutamente la pena, anzi è poco! Comunque non avrei pagato lo stesso perchè il biglietto è gratis per numerosissime categorie, tra cui gli studenti della facoltà di Architettura e dell'Accademia di Belle Arti.

All'interno è proibito scattare fotografie, ma in rete si trovano molte immagini dei capolavori esposti all'Opificio delle Pietre Dure:

martedì 28 settembre 2010

Volterra, AD1398

Ogni anno il borgo medievale di Volterra fa un salto nel passato, precisamente nell'anno 1398: tutto il paese, location perfetta per una rievocazione medievale, si trasforma, abitanti compresi, e sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo!
Volterra, AD 1398 è una festa che si svolge ogni anno durante gli ultimi tre weekend di agosto, io ci sono stata due anni fa e l'anno scorso, ed è assolutamente coinvolgente!

L'ingresso alla manifestazione è a pagamento, se non ricordo male costa sui 15 euro a testa, ma io sono entrata gratis perchè conosco bene uno dei paggi addetti alla biglietteria e all'ingresso (fortunella!). Una volta entrati bisogna cambiare gli euro all'ufficio di cambio, perchè anche la moneta è quella che si usava nel 1398, ovvero il Grosso Volterrano (corrispondente ad un euro). I Grossi vi serviranno per acquistare qualsiasi cosa, per pagare il ristorante e per partecipare ai numerosi spettacoli e gare disseminati per il borgo.


Gli abitanti di Volterra in occasione della festa si trasformano in figuranti medievali, con costumi fedelissimi a quelli in uso all'epoca, e danno vita ad ogni sorta di attività praticata nel medioevo.
Lungo le vie della cittadina si incontrano le botteghe artigiane che ripropongono gli antichi mestieri e le lavorazioni trecentesche: c'è il fabbro, il conciatore, il cordaio, persino il boia! Ed il bello è che presentandosi all'apposito ufficio comunale chiunque può farsi "assumere" come apprendista per uno di questi mestieri, e provare a svolgere questi lavori esattamente come si faceva una volta. Io ovviamente bramavo di fare l'assistente del boia, c'era anche un'ascia enorme e pesante (non sembrava finta!) ed un bel patibolo, davvero irresistibile, ma il mio ragazzo mi ha distolto a forza dal mio nobile intento dicendo che non aveva voglia di starsene da solo a guardare le mie esecuzioni capitali per tutto il giorno...

Passeggiando per le stradine si incontrano i banchi che propongono cibi e prodotti tipici sia della zona che dell'epoca, come miele, salumi, formaggi, che si possono assaggiare e poi comprare. Alcuni sono davvero identici a quelli del medioevo, io per esempio ho assaggiato un formaggio che aveva un sapore diversissimo da quelli attuali, a me è piaciuto un sacco, ma c'è chi l'ha trovato puzzolente all'inverosimile e poco godereccio.
Sono numerosissime le taverne e osterie che servono da bere vino, e si può anche bere mentre si passeggia, basta acquistare la tazza di cotto tipica della festa, e farsela riempire di volta in volta nella taverna di turno.

Per i bimbi ci sono tanti giochi a cui partecipare e spettacoli a cui assistere, come il gioco del porcellino, saltimbanchi, cantastorie, la gara di rotolamento di balle di fieno lungo un percorso tortuoso (io volevo partecipare anche a quella, ma il solito gustafeste me lo ha impedito dicendo che avevo sopraggiunto il limite di età), e stalle aperte per poter vedere e toccare da vicino gli animali da fattoria. A questo punto è doveroso ricordare l'oca dispettosa che mi ha beccato una mano con tutta la cattiveria del mondo...

Ovviamente essendo una rievocazione medievale coi crismi e i controcrismi non mancano i tipici intrattenimenti dell'epoca: spettacoli di sbandieratori (bellissimi! la perfezione e la coordinazione degli sbandieratori è veramente ammirevole!), dimostrazioni di falconeria, musiche e danze trecentesche, simulazioni di duelli, tornei di cavalieri e gare di tiro con la balestra...

I numerosi ristoranti di Volterra sono aperti fino a tardi e propongono menu tipicamente medievali, oltre che ai soliti piatti classiconi toscani che non deludono mai, come la zuppa di farro e/o legumi. I prezzi ovviamente sono un po' più alti del solito e i tempi di attesa sono lunghi, ma che ci vuoi fare? Se non si ha voglia di infilarsi in un ristorante vero e proprio si può sempre mangiare un panino coi salumi o coi formaggi serviti dai banchi che si incontrano lungo la via.

E' davvero una manifestazione bellissima, sicuramente la rievocazione medievale più completa, riuscita, frequentata e celebre di Italia, mi piace un sacco l'atmosfeta che si respira, e poi penso sempre che io nel medioevo ci starei a pennello, sarei una perfetta madonna!

mercoledì 22 settembre 2010

Ristorante Il Latini, Firenze

Sono stata in questo celebre ristorante di Firenze diverse volte, quasi sempre in compagnia del mio babbo, è uno dei suoi ristoranti preferiti, ci portava anche la mia mamma da fidanzati, e quando è di passaggio a Firenze ci diamo sempre appuntamento dal Latini per una cena, sia perchè si mangia benissimo, sia perchè l'ambiente è molto caratteristico e informale.Il Latini è situato in via dei Palchetti, subito dietro a piazza Santa Maria Novella, non è difficile da trovare, e molto probabilmente lo individuerete dalle persone in fila all'esterno: anche se i coperti sono tanti e ogni sera vengono fatti due o più turni, il ristorante è sempre pieno, quindi io prenoto sempre qualche giorno prima.

E comunque anche l'attesa fuori è molto piacevole, si scambiano quattro chiacchiere con le altre persone in fila, e ogni tanto passa il cameriere ed offre un pezzetto di pecorino, una fettina di finocchiona, un gottino di vino, tanto per ingannare l'attesa.
Dentro l'ambiente è molto caratteristico, da tipica trattoria tradizionale toscana: tavolacci di legno, una miriade di quadretti e foto alle pareti, e un trionfo di prosciutti appesi al soffitto a fare bella mostra di sè. Il prosciutto crudo toscano (non me ne vogliano i parmensi, quello toscano salato lo preferisco anche a quello di Parma) è il cavallo di battaglia del Latini, tagliato a mano, un po' spesso e molto saporito, ogni sera vengono fatti fuori almeno due o tre prosciuttoni.
Il ristorante è composto da diverse sale, quelle piu piccole hanno i tavolini normali, mentre la sala principale ha dei tavoloni più lunghi dove può capitare di essere messi accanto a perfetti sconosciuti, anche se in pochi minuti scatta la confidenza.

Il vino viene servito e conteggiato al fiasco, ovvero sul tavolo mettono un bel fiascone di rosso a disposizione di tutti, e ne bevi quanto ne vuoi, se finisce lo rimettono... alla fine paghi solo il vino che hai consumato.
Il servizio è velocissimo, molto cordiale e informale.
Cosa si mangia? Cucina toscana tradizionale e contadina: crostini ai fegatini, pappa al pomodoro, minestra di farro, salumi vari (di qualità eccelsa), filetti, bistecche fiorentine e altre meraviglie.

E' tutto buonissimo, soprattutto la carne, bistecche altissime, morbidissime e sanguinose dentro, io la carne la mangio sempre molto al sangue, ed è facile capire se la carne è di buona qualità quando è semi-cruda (non altrettanto quando è ben cotta) e vi assicuro che questa è ottima. Comunque vi sconsiglio sempre di ordinare la carne ben cotta a Firenze, è come insultare il macellaio e potrebbero anche farvi qualche tiro mancino.
Una volta ho mangiato una bistecca veramente gigantesca, il mio zio ancora è stupefatto dal fatto che sia riuscita a mangiarmi un pezzo di carne più gorsso di me, e mi sono anche ciucciata l'osso!

I clienti sono forse l'unico aspetto che ogni tanto mi fa storcere il naso: il Latini è ormai osannato su tutte le guide del mondo, ed è sempre pieno di turisti di ogni tipo, tantissimi stranieri, onnipresenti giapponesi che fotografano anche i cucchiai... a volte è anche divertente trovarsi accanto un americano che si crede molto chic e che storce il naso quando gli spieghi che quella cosina buona è fegato e milza di pollo, ma alle lunghe fa un po' l'effetto-disneyland...
Una volta ci sono stata durante Pitti Immagine, e il 99% degli avventori erano modelli e modelle sicuramente a dieta che secondo me (e anche secondo il cameriere) hanno proprio sbagliato locale...
Sicuramente a Firenze ci sono altri ristoranti dove si mangia altrettanto bene lo stesso tipo di cucina, ma magari sono un po' meno battuti dal turismo di massa, però forse non hanno la stessa atmosfera cordiale e caciarona, quindi un salto dal Latini se siete di passaggio a Firenze ve lo consiglio sicuramente!

lunedì 20 settembre 2010

MART - Mostra Internazionale dell'Artigianato

Ogni anno quando arriva il ponte tra il 25 aprile e il primo maggo scatta la fatidica domanda: ma te ci vai alla mostra dell'artigianato di Firenze? Di solito la risposta sarà: no, quest'anno basta, mi ha rotto sta mostra, l'ingresso costa troppo e dentro ci sono sempre i soliti stand, tanto non si trova mai nulla di bellino!
Invece poi alla fine ci vanno tutti, pagano l'ingresso e comprano sempre qualcosa di particolare!
Tutti gli anni la stessa storia, le lamentele sopra citate sono anche in parte vere e comprensibili, ma poi ci si va tutti!

La Mostra Internazionale dell'Artigianato si tiene sempre alla Fortezza da Basso, praticamente in centro a Firenze, trovare un parcheggio durante queste fiere così famose è un'impresa titanica, quindi consiglio vivamente di prendere l'autobus, tra l'altro se all'ingresso della mostra fate vedere il biglietto del bus timbrato in giornata vi fanno lo sconto. Di un misero euro, ma è sempre sconto.
Il biglietto intero costa sui 16 euro se non ricordo male, e secondo me sono francamente troppi, tenendo conto poi che si va lì per comprare roba, e quindi spendere altri soldi. Non si può cominciare serenamente lo shopping sapendo di essere già in deficit di sedici euro!

Dentro, nell'enorme spazio della Fortezza da Basso i tantissimi stand provenienti da tutto il mondo sono organizzati e distribuiti nei vari padiglioni: uno per l'arredamento, uno per l'abbigliamento, uno per i bimbi, e quello più grande di tutti per l'artigianato tipico locale, a sua volta suddiviso: ad un piano quello italiano, all'altro piano quello di tutto il resto del mondo. Quello del resto del mondo a sua volta è organizzato per continenti.
Per fortuna all'ingresso danno una mappa con segnate le zone della mostra, altrimenti ci si potrebbe pure perdere e farsi venire una crisi di nervi a forza di cercare quella bancarella che ispirava tanto e che abbiamo visto di sfuggita poco prima...

Qui si trova veramente di tutto: dalle sculture di legno africane ai tessuti indiani, dagli incensi marocchini ai copricapi apache. Non avete idea di quante cose assurde si possano trovare qua, ma secondo me i prezzi sono altini, e certe cose sono talmente kitsch che in casa non mi ce le metterei mai!Anche la parte dedicata all'arredamento mi piace molto, ci sono mobili artigianali sia di stile antico che moderno molto belli e ricercati.

La sezione che mi piace di più è ovviamente quella gastronomica, che si trova nel grande piazzale centrale: qui ho comprato delle vere delizie come le scamorzine calabre ripiene di olive e peperoncino, la burrata, il salame di cinghiale maremmano, le spezie dell'India...
L'anno scorso c'era anche lo stand della Mukki (per la gioia del mio ragazzo che è un vero fan della marca Mukki) che sarebbe una ditta toscana che produce latte e latticini vari, regalavano i brick di latte fresco e facevano un gelato allo yogurt che era la fine del mondo!

La mostra è sempre affollatissima, soprattutto il 25 aprile, il primo maggio e le eventuali domeniche, infatti io ho sempre cercato di andarci in un giorno "morto"... I bambini io eviterei di portarli, a loro dello shopping non frega granchè e ne ho visti tanti che dopo un po' si stufano di camminare, del caldo e della confusione!

venerdì 17 settembre 2010

Musica W, Castellina Marittima (LI)

Musica W è un festival di musica rock che si svolge ogni anno a Castellina Marittima, in provincia di Livorno, e a parte quest'anno che ho disertato l'appuntamento, sono sempre stata presente da almeno cinque o sei anni.
Il paese di Castellina Marittima nonosante il nome non è sulla costa, bensì qualche chilometro più indietro, nell'entroterra a cavallo tra il Pisano e il Livornese, ed è molto carino, appollaiato su una collina, piccolo e abbastanza caratteristico, ma non vanta nessuna attrazione particolare, infatti non ci sono mai andata per altri scopi se non per il festival rock :-)

Il festival Musica W si svolge nel parco pubblico comunale di Castellina, e devo dire che la location è molto bellina e anche funzionale: un ampio spazio verde, ombreggiato da una pineta, leggermente in pendenza, che culmina con un piccolo teatro all'aperto, un palco circondato da qualche giro di sedute, nel più classico stile arena. Tutto intorno verde, macchia, pini, e un sentiero che funge da passeggiata e che percorre il fianco della collina.
La macchina va lasciata nel grande parcheggio allestito appena fuori dal paese, ma Castellina è talmente piccola che non c'è molta strada da fare...

Musica W è uno dei pochissimi festival rimasti ad ingresso gratuito, e già questa è una gran bella cosa. Ogni anno vengono a suonare sia nomi storici della musica italiana (quest'anno Cristiano Godano, Bobo Rondelli...) che band "nuove" di vari generi di settore abbastanza conosciute da richiamare parecchia gente. All'inizio suonavano solo band toscane, poi band italiane, da qualche anno la risonanza del festival è aumentata ed è arrivato anche qualche gruppo estero.
I concerti si tengono di sera, mentre nel pomeriggio si tengono incontri, interviste e dibattiti con i musicisti invitati alla manifestazione.

I concerti sono l'attrazione principale, ma non l'unica: non può mancare il tendone con il ristorante sotto, che propone cucina toscana popolare a prezzi altrettanto popolari: cinghiale, carne grigliata, zuppe... non possono mancare neanche i banhchetti di vario tip, dalla bigiotteria all'artigianato etnico, alle t-shirt. E poi stand della birra, gastronomici, pubblicitari, informativi...
Inoltre tutti gli anni il Musica W rappresenta anche un'occasione per fare un motoraduno locale di Harley Davidson che attira motociclisti trico-maniaci ricoperti di pelle nera (in agosto) da tutta Italia, ed è sempre un piacere vedere marmitte fumanti e serbatoi aerografati ad arte!

Non so se la fanno sempre, ma due anni fa c'era anche una simpatica mostra di arte povera/moderna/contadina lungo la passeggiata su per la collina del parco comunale.

mercoledì 15 settembre 2010

Ex-Convento e Biblioteca delle Oblate, Firenze

Da qualche tempo ho scoperto un nuovo posto dove andare a studiare, talmente bello e tranquillo che ha in breve tempo soppiantato la solita biblioteca di quartiere e quella di facoltà: la Biblioteca delle Oblate.
La biblioteca, inaugurata due anni fa, è ospitata all’interno del complesso dell’ex convento delle Oblate, un bellissimo edificio trecentesco in stile tardo-romanico rinascimentale che, che per secoli ha costituito il reparto femminile del vicino Ospedale di Santa Maria Nuova, e che era appunto gestito dalle suore dell’ordine delle Oblate.
L’ex convento delle Oblate è stato recentemente restaurato completamente e riconsegnato alla città con una biblioteca pubblica multifunzionale, che custodisce circa 65.000 tra libri e riviste, ed ospita anche una caffetteria, una grande area wifi all’interno del chiostro ed un angolo dedicato ai bambini.

I locali della biblioteca sono un bell’esempio di convivenza tra antico e moderno, dove gli antichi soffitti con travi a vista e i pavimenti in cotto, sottolineati da luci calde, non cozzano con l’arredamento moderno, sobrio e lineare.
Dentro al complesso ci sono alcuni piccoli chiostri e corti interne, ed un grande chiostro centrale a tre piani, con un centro un enorme albero di magnolia, ed è proprio nel fresco e nella tranquillità del chiostro che mi piace studiare.

All’ultimo piano dell’edificio c’è un bel loggiato in parte coperto che ospita anche la caffetteria, e la vista che si gode da questo loggiato è semplicemente impareggiabile: la cupola di Brunelleschi del duomo di Santa Maria del Fiore si staglia davanti ai nostri occhi in tutto il suo splendore, a pochi metri di distanza dal loggiato, che essendo al terzo piano è proprio all’altezza del tamburo della cupola.

Nei giardini delle varie corti interne e anche nel loggiato all’ultimo piano sono esposte alcune sculture contemporanee di artisti famosi italiani di proprietà del Comune di Firenze. Proprio nel loggiato è posizionato un curioso oggetto che in pratica è un grosso cestino della spazzatura celato da una grossa seduta scultorea strategicamente posizionata davanti alla cupola del duomo.

È molto piacevole studiare e leggersi un buon libro o una rivista nella Biblioteca delle Oblate, ma non si viene qui solo per questo: ogni giorno vedo passare numerose comitive di turisti, soprattutto americani e giapponesi, che in silenzio sciamano per le corti ammirando l’edificio.
È possibile anche effettuare visite guidate gratuite del complesso delle Oblate, e sicuramente la farò appena ricominciano, perché sono previste ogni sabato mattina ma solo tra dicembre e marzo.

martedì 14 settembre 2010

Effetto Venezia

Effetto Venezia è una festa che coinvolge tutta la Venezia, non la città lagunare, ma il più antico quartiere di Livorno (leggi il mio racconto in questo post!), quello percorso dai numerosi fossi collegati al mare che le hanno dato il nome di "Venezia", anche se l'aspetto è assai diverso da quello della città vera e propria, canali d'acqua a parte.
Di solito si svolge in luglio, ma quest'anno è stata posticipata ad agosto a causa della presenza a Livorno in luglio di un altro festival, l'Italia Wave.
Inizialmente Effetto Venezia durava pochi giorni ed era una festa di rilevanza cittadina, ma col passare degli anni è diventata sempre più importante, grande e frequentata, così adesso dura dieci giorni e richiama gente da tutta la Toscana e anche oltre.
Io ci vado tutti gli anni, ma quest'anno mi sono goduta la festa un po' meno del solito perchè ci ho lavorato, anche se non mi sono mancate le occasioni per gironzolare un po' e vedere qualche spettacolo.

Ogni anno Effetto Venezia ha un tema principale che fa da filo conduttore a tutti gli eventi presenti in calendario (che sono tantissimi), quest'anno il tema era la poesia. Agli angoli delle strade poeti di strada declamavano poesie, dai loro versi a quelli di Dante, ci sono stati parecchi incontri con poeti e letterati provenienti dagli angoli della Terra più disparati...
Ma non c'è stata solo la poesia, ogni anno c'è anche il teatro, quello colto e quello di strada, mostre, concerti, danza, degustazioni, mercati, bancarelle di ogni tipo.... le location sono tantissime, disseminate in tutta la Venezia e non solo (quest'anno si sono varcati i confini di quartiere, parlando addirittura di "Effetto Livorno"), dalle due Fortezze, quella Vecchia e quella Nuova, alle piazze, alle viuzze, agli scali lungo i fossi.

Tutto il quartiere nel periodo di Effetto Venezia diventa una festa di luci, suoni, colori, voci, musica, cibo, vino.... la Venezia si anima, tutti i negozi, i ristoranti, le gallerie espositive, le bettole sono aperti fino a tarda notte, i fossi sono illuminati da milioni di lucine e sono tutto un via vai di barche, gozzi e battelli, perchè la vista della Venezia da dentro il fosso è impagabile, e all'apertura e alla chiusura ci sono sempre fuochi d'artificio e spettacoli particolari.Inoltre quest'anno la serata inaugurale di Effetto Venezia ha coinciso anche con la Notte Bianca, che si è svolta nel resto della città, soprattutto nella zona dello shopping compresa tra via Grande e via Ricasoli.

Quest'anno Effetto Venezia è coinciso con il Palio dell'Antenna, un palio marinaro che vede gareggiare i gozzi (barche a remi) dei quartieri storici cittadini, che si sfidano a colpi di remi nel porto e lungo i fossi, gli equipaggi devono raggiungere un'antenna, ossia un palo di legno molto alto, e poi scalarla per prendere il drappo appeso in alto: vince chi prende per primo il drappo, e non chi arriva primo col gozzo all'antenna (il traguardo). Io ho tifato per lo Shangay visto che il mio babbo ci vogava da giovane, ma quest'anno ha vinto il Salviano :-)

Anche quest'anno non ho rinunciato ad una cena al ristorante organizzato dall'associazione dei portuali, a base di cacciucco, polpo, fritto misto, battutacce e litri di vino, in un'atmosfera così tipicamente livornese da farmi venire le lacrime agli occhi, sia dalla commozione che dalle risate! Ma i posti dove si può mangiare sono tantissimi, disseminati ovunque, sono tutti aperti fino a tardi e spesso propongono menu speciali in occasione di Effetto Venezia.
Una sera ho disertato il lavoro per qualche ora e sono andata a vedere un reading di poesie di un poeta Cheyenne con accompagnamento di chitarra, nella spettacolare cornice della Fortezza Vecchia, ed è stato assolutamente emozionante. Dopo ho fatto una passeggiata lungo le mura della Fortezza e ho ammirato la mia città dall'alto della torre di Matilde, tutta luccicante e festaiola come non mai.
Sono riuscita anche ad andare alla lettura del ventunesimo canto dell'Inferno di Dante (quello dei malversatori) un canto che mi piace molto ma che non viene letto quasi mai.
Il mercato è enorme, disseminato lungo i fossi, e propone di tutto, dall'artigianato all'antiquariato, io ho comprato poche cose (soprattutto dischi e qualche t-shirt) causa mancanza di soldi, ma avrei svaligiato parecchie bancarelle!
La zona del marcatino è sempre la più affollata di gente, giovani, vecchi, famiglie con i bimbi...

Insomma, a me Effetto Venezia piace tantissimo, è la quintessenza dell'atmosfera labronica, per molto livornesi è un appuntamento imperdibile per vivere in festa la città, ed è sempre più frequentata da turisti e da gente che viene anche da parecchio lontano per partecipare alla festa.
Quella che è cominciata come una festa di quartiere adesso è diventato un evento che coinvolge l'intera città, e richiama a Livorno il resto d'Italia e del mondo.

Le foto di Effetto Venezia sono in questo post.
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